LIBRO - “Cada dìa canta mejor!” Il mio Don Carlos Gardel
pp.128 + cd a soli 16,00 €


Sarà questa la missione di Carlos Gardel sulla Terra: “unire” attraverso la sua voce, la sua Arte, popoli interi in modo trasversale. Non è poco. Lui c’è riuscito in vita; ma, quasi magicamente, ancor di più dopo la morte. Oggi si sono persi alcuni valori e avere in Gardel un punto d’incontro, di coincidenza, ci fa sentire d’appartenere ad un popolo privilegiato (Hèctor Lemmi).

CD - Titoli
1. El dìa que me quieras
2. Por una cabeza
3. Vivir! “Folk Versión”
4. Soledad
5. Muñeca
6. Vivir! “TanoJazz Versión” feat. Antonio Onorato
7. Muñeca (traccia multimediale)

Diego Moreno • voce, chitarre acustiche e classiche e charango Ivano Leva, Giò Savarez • piano
Corrado Calignano, Gian Pier Marulli • basso
Piero Piciucco • contrabbasso
Davide Ferrante, Gino Pisani • batteria
Sandro Deidda • sax
Jorge Tavarez • fisarmonica
Gian Luca Salerno “Xangò”, Raul “Cuervo” Scebba • percussioni
Enzo Decaro • voce recitante in El dìa que me quieras

A pieno titolo l’Autore si getta nella mischia letteraria del racconto biografico, pur essendo un musicista. Anzi, forse proprio per questo gli riesce l’impresa. Forse solo un musicista può davvero raccontarne un altro, cogliendone le note e le sfumature più vere e forse solo un argentino può parlare di un suo compatriota senza  cadere nella retorica (anche se è proprio quel linguaggio universale che è la Musica ad abbattere quotidianamente le restrittive frontiere delle Nazioni).

Carlos e Diego appartengono a due secoli differenti, attraversati tuttavia da un filo comune che connette i loro due divesi e volontari esili: il Tango, non tanto come danza, ballo, ritmo ma piuttosto come intuizione di una Via, un ‘tao’, un’espressione creativa non sempre bene definita ma sempre in movimento fluido: ‘eversivo’ eppure così figlio della Tradizione, ribelle anche se spesso appannaggio borghese, anche culturalmente, ma in ogni sua manifestazione gesto di libertà, segno di sfida e, soprattutto, un atto d’amore… Proprio come questo dono rivolto a Carlos, dio-padre del tango da Diego suo generoso figlioccio e ‘tanghizzo’ (un po’ tanghero, un po’ scugnizzo!)…

Che ogni giorno sia davvero migliore e ci canti il suo mistero, la sua gioia, la sua passione…

E più di tango per tutti! 

ENZO DECARO